Giacomo Montemezzani

Mestieri
operaioLivello di scolarizzazione
frequenza scuola media inferiorePaesi di emigrazione
CinaData di partenza
1964Periodo storico
Periodo post seconda guerra mondiale (1946-1976)
Temi
La memoria autobiografica di Giacomo Montemezzani riporta una pagina di vita, un incrocio con la storia, decisamente inaspettata per un operaio e camionista lombardo, nato alla fine degli anni Venti in una cascina nella provincia di Cremona, dove vivevano famiglie numerose e povere, che lavoravano nei campi o nelle fabbriche dall’alba al tramonto. Nato nel 1927, dagli anni Trenta Giacomo si trasferisce con la famiglia a Milano. Giovanissimo entra in fabbrica e si oppone al fascismo, fa la resistenza dopo il 1943 e nel dopoguerra diventa un funzionario del Partito Comunista. Dopo la rottura tra la Cina e l’Urss deve decidere se continuare la via riformista o quella rivoluzionaria: “Pensavamo a una rivoluzione nella rivoluzione”. Esce dal partito dando vita a un gruppo autonomo che trova i primi collegamenti “filocinesi” ed extraparlamentari, partecipando alle prime occupazioni di case e a numerosi scontri di piazza. Qui vive quell’esperienza fuori dal comune: con un gruppo di compagni, durante un viaggio in Cina, viene ricevuto a colloquio da Mao Tse Tung in persona. Una fotografia lo ritrae in posa alla sinistra di Mao.
Il viaggio
I racconti
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