A Mogadiscio

Mestieri
impiegatoLivello di scolarizzazione
licenza scuola media superiorePaesi di emigrazione
EtiopiaData di partenza
1935Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Temi


Temi
Unno Bellagamba sbarca a Mogadiscio, in Somalia, nel 1935. Fa parte del contingente italiano che si appresta a muovere guerra all’Etiopia. Al suo arrivo nella colonia italiana, osserva il contesto sociale e giudica con toni sprezzanti gli “indigeni”.
Nati e vissuti in mezzo alla boscaglia non conoscono altro lavoro che quello di guardare delle bestie al pascolo; trapiantati dai loro luoghi di nascita e condotti dove l’uomo lavora essi non ne vogliono sapere. Si assoggettano a lavorare, poiché anche loro se vogliono mangiare qualche cosa ben debbono fare, ma lo fanno con tale poco risultato da essere quasi nulla giudicata la loro opera. Di per se stessi deficienti come costituzione fisica, non rappresentano certamente l’ideale per i lavori materiali. Non mancano d’intelligenza e non pochi infatti hanno trovato lavoro presso le diverse aziende, gestite dai bianchi. Infatti qui a Mogadiscio si vedono un po’ dapertutto. Ridicoli appaiono al nostro sguardo d’Italiani non abituati a simili viste, camerieri dei bar che rivestiti di una lunghissima tunica bianca che lì ricopre letteralmente dalla testa ai piedi, sembrano tanti chirurgi o tanti imbianchini nell’esercizio delle loro funzioni. Una volta alle dipendenze di un bianco si affezzionano radicalmente; con scrupolo rispettano la consegna di qualsiasi specie gli venga impartita prendono parte alla tutela degli interessi del padrone con tanta attaccatezza e meticolosità come se essi stessi ne fossero cointeressati.
Il viaggio

Mestieri
impiegatoLivello di scolarizzazione
licenza scuola media superiorePaesi di emigrazione
EtiopiaData di partenza
1935Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Gli altri racconti di Unno Bellagamba
La partenza di Unno
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