Arrivano gli inglesi

Mestieri
studenteLivello di scolarizzazione
frequenza elementarePaesi di emigrazione
EtiopiaData di partenza
1937Data di ritorno
1942Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Dopo la partenza del padre per la guerra, le condizioni di vita di Francesca Pennacchi ad Addis Abeba diventano tragiche. La sorella si ammala gravemente di difterite e la madre è costretta a portare le figlie prima in un sanatorio, poi a vivere in una parte della città meno pericolosa rispetto alla zona di campagna dove erano state fino ad allora. Anche le condizioni economiche delle tre donne sono disperate e Francesca è costretta a fare la cameriera. In un contesto così difficile, l’ingresso delle truppe britanniche ad Addis Abeba nell’aprile del 1941 viene accolto come una liberazione.
Finalmente arrivano le truppe inglesi, in realtà una mescolanza di gente di ogni razza: i boeri del Sudafrica, i senegalesi, i sudanesi, gli indiani in numero molto inferiori gli inglesi Si sussurra anche che alcuni negri, quelli alti e grossi, nerissimi, col naso schiacciato fino ad occupare gran parte della larga faccia, siano cannibali; forse non sono davvero migliori degli Sciftà. Da soltanto un’ora sono entrate in Addis Abeba le truppe inglesi e gli altoparlanti, situati sulle camionette militari che girano per le strade della città, urlano ordini indiscutibili: “Ogni famiglia, ogni persona italiana deve trasferirsi nelle parti della città stabilite per loro dal Comando Ingleser, e viene urlato l’elenco delle cosiddette ‘Zone di sicurezza’ e a quale di queste le varie famiglie o persone singole, a seconda dei posti della città in cui abitano, devono andare. Ogni famiglia è in subbuglio, ognuno cerca di mettere insieme le proprie cose il più presto possibile per il timore di non trovare poi il posto migliore da sistemarsi. La mamma si mette d’accordo con una famiglia del nostro paese, nella quale c’è un padre oltre alla madre e a due figlie, una della mia età e l’altra dell’età di Miriam, con le quali siamo già in amicizia da tempo, per andare a cercare qualche ambiente dove poterci sistemare, nella zona ‘C’, a noi assegnata.
Il viaggio

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