“Comunismo o capitalismo di Stato”

Mestieri
vigile urbano, fotografo, custodeLivello di scolarizzazione
diploma scuola media professionale (avviamento)Paesi di emigrazione
CubaData di partenza
1983Periodo storico
Periodo contemporaneo (dal 1977 ai giorni nostri)

Nel sua memoriale degli undici anni cubani, Aldo Abuaf indugia in una lunga considerazione conclusiva sulle ragioni che lo portarono a decidere il rientro in Italia.
Il passaggio, dall’aver idealizzato una situazione, a vivere nella realtà, è molto duro. In parte si riesce ad assorbirlo con il raziocinio, quando però ci si rende conto, giorno dopo giorno, che quella realtà si allontana sempre più dell’ideale accarezzato, fino a stravolgerlo completamente, allora subentra uno stato di angoscia, da incubo permanente che dura fino a quando si trova il coraggio di aprire completamente gli occhi e svegliarsi. È un trauma paragonabile all’estrazione di un dente che viene decisa per eliminare il dolore, provocato dalla carica di un pezzo che si è voluto salvare a tutti costi, finché non se ne può veramente più.
Naturalmente il paragone è molto semplicistico, perché ritrovarsi nel pieno della maturità e accorgersi di aver gettato la propria vita, sacrificando quella di altri, per una causa nobile nelle intenzioni, ma inapplicata e inapplicabile dall’essere umano, ancora molto lontano da essere l’Uomo Nuovo, è un dramma. Sicuramente è più complesso di qualsiasi estrazione dentale. […]
Ho ascoltato e letto un’infinità di discorsi di Fidel Castro, debbo riconoscere che sono impeccabili, come hanno affascinato me, è ovvio che conquistino centinaia di milioni di persone al mondo. Ho avuto però l’occasione di toccare con mano che lui, molto spesso, non applica le sue esaltanti teorie: predica molto bene, ma razzola molto male. Ho anche valutato: ammesso e non concesso che lui fosse il depositario della Verità, non avrebbe comunque il diritto di imporla agli altri con la violenza.
A cosa è servito insegnare a leggere a tutti, quando poi non gli si permette di leggere scrivere ciò che vogliono? Perché ai bambini bisogna insegnare che F è uguale a Fidel, f a fusil [fucile, Ndr], R a Revolucion? A cosa serve lottare per avere una mortalità infantile bassissima, se poi si lasciano morire giovani e adulti per cause assurde ed inevitabili: suicidio, alcolismo, malattie ormai debellate nel resto del mondo, anche in via di sviluppo?
Perché una persona non ha diritto di andare dove gli pare, quando gli pare, avendo la possibilità di farlo? Quando, con mille difficoltà, vi riesce, se non rientra nel suo paese entro undici mesi, gli viene proibito il futuro rimpatrio. Perché chi non si dimostra integrato al sistema non ha il diritto di lavorare o studiare, visto che non può espatriare liberamente per cercarsi opportunità altrove? Perché chi dissente ad alta voce viene emarginato, percosso e incarcerato, magari con l’accusa di aver commesso presunti reati penali? Perché si è eliminata la borghesia che a volte può essere illuminata, per creare una nomenklatura che ha raggiunto posti di privilegio senza averli guadagnati con il proprio sudore o ingegno?
Perché c’è chi ha i dollari e chi no? Perché c’è chi mangia e chi no? […]
Questo è il comunismo o un capitalismo di Stato?
Il viaggio

Mestieri
vigile urbano, fotografo, custodeLivello di scolarizzazione
diploma scuola media professionale (avviamento)Paesi di emigrazione
CubaData di partenza
1983Periodo storico
Periodo contemporaneo (dal 1977 ai giorni nostri)Gli altri racconti di Aldo Abuaf
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Con quel passo mi stavo avviando all’integrazione totale che ho raggiunto qualche tempo dopo, in vista...
Il Correggio all’Avana
Ho conosciuto anche i quadri della Federacion Cubana de Futból ed il suo Presidente José Reinoso,...