Discesa all’inferno e ritorno

Mestieri
carrozziere, minatore, operaioLivello di scolarizzazione
frequenza elementarePaesi di emigrazione
BelgioData di partenza
1948Periodo storico
Periodo post seconda guerra mondiale (1946-1976)

Piero e suo padre Valentino sono arrivati a Cheratte, nella provincia di Liegi. Qui si sono impiegati quali minatori nel sito carbonifero di Hasard.
Ariva il giorno di discendere nella miniera è una cosa impressionante si andava à 700 metri di profondita l’ascensore chè esatamente si chiama gabia è composta di parrechi piani contenendo 10 minatori ogni piano à due pariti chiuse e due aperte come protezione ci sono bariere di fero è quando la gabia discende, è visibile le parete del pozzo si vede scorere aqua si sente un grande rumore delle turbine d’aria la gabia è sostenuta da una enorma corda di aciaio quadrata è quando la gabia e arivata alla profondita di 700 metri questa corda diventa un [el]astico e la gabia incomincia a dondolare e quando si discende si deve fare atenzione per non cadere. Noi 10 emigranti eravamo tutti in un piano di questa gabia e tutti noi avevamo una grande paura mà io non lo davo a capire anche per non dare della pena al mio padre uno di noi incominciò a tremare è si misse a piangere dicendo che voleva discendere mà ormai era troppo tardi la gabia si stava spostandosi per caricare altri pianino, lo tenevamo fermo avevamo paura che si getassi nel pozzo le due bariere di protezione sono alte un poco piu che un metro la gabia incomincio à discendere i primi metri va piano e poi sempre piu veloce che titagnia il fiato e questo giovane svenì e stato meglio per lui che l’hanno rimontato al giorno senza rendersene conto. […]
Ariviamo al posto di lavoro entriamo nella vena di carbone che si chiama tagnia [taglia, Ndr] era alta di 80 centrimiti e ce ne sono anche piu basse devi caminare tracidandoti come camina il serpente i minatori con molto pico scavano il carbone è i manuali lo devono scombrare via con una pala col manico cortissimo e con i piedi lo devi spingere a basso dove viene ricuperato nei vagoncini e ne una giornata devi fare tanti viagi su è giu sotto dite score aqua è malgrado che sia pantaloni e giaca impermeabile sei sempre bagniato e quando si comincia a sudare il tuo corpo fuma ci sono anche delle vene asciute ma c’è tanta polvere che devi portare la maschera e tanti non la soportavano la miniera non perdona in poco tempo sei condanato alla malatia o silicosa o rumatismo e parechi anno preso le due. Finita la giornata rimontiamo è quando ho veduto il chiarore del giorno per mè e stato come se uscivo da l’inferno e che ero ritornato in paradiso […].
Il viaggio

Mestieri
carrozziere, minatore, operaioLivello di scolarizzazione
frequenza elementarePaesi di emigrazione
BelgioData di partenza
1948Periodo storico
Periodo post seconda guerra mondiale (1946-1976)Gli altri racconti di Piero Quercetti
“Il mio drama”
Sono un emigrante italiano, a 16 anni nel 1948 emigrai in belgio con mio padre, per...
“Un cavallo bianco tutto per me”
Mio padre ritorno dalla germania per le feste di pasqua è stata la sua fortuna perché...
Un padre e i suoi debiti
Una domenica ero nella mia camera che mi stavo cambiando per andare in chiesa udi un...
Strani compagni di viaggio
Il giorno della partenza arrivo, era un sabato quella sera c’era una grande serata da balla...
La nostalgia dell’emigrante
Io ritorno al mio paese una volta ogni 2 o 3 anni quando mi preparo per...