La “pipe line”

Mestieri
funzionarioLivello di scolarizzazione
laureaPaesi di emigrazione
IsraeleData di partenza
1933Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Livio si sofferma a descrivere la Haifa del 1933, la città in cui è appena giunto per lavoro, un crocevia tra Oriente e Occidente che proprio in quegli anni conosce un notevole sviluppo nel volume dei commerci.
L’organizzazione dell’agenzia non aveva subito mutamenti dall’epoca in cui Caifa era un piccolo porto di pescatori e nella cui rada facevano scalo saltuariamente navi mercantili. Nel frattempo però molte cose erano cambiate. Era stata costruita la “pipe line”, la grande conduttura che dall’Irak portava il petrolio sino alla baia di Caifa, che acquistò importanza economica e soprattutto strategica per gli Inglesi che vi costruirono un grande porto, con ampie banchine e capienti magazzini. Inaugurato ufficialmente nell’ottobre 1933 da una nave battente bandiera inglese, era stato di fatto già stato utilizzato per la prima volta dalla nave “Italia”, che superò l’imboccatura e si ormeggiò alla bachina il 1° agosto 1933.
Il traffico passeggeri aumentò per effetto della quinta “alià”, l’ondata di immigrazione di Ebrei provenienti dalla Germania. Appunto nel 1933 Adolfo Hitler divenne Cancelliere del Reich e si apprestò a realizzare il suo programma antisemita emanando le nefaste leggi di Norimberga. Gli Ebrei tedeschi che tanto avevano contribuito alla grandezza della Germania moderna col loro spirito patriottico, con la loro cultura e con le loro imprese economiche dovettero convincersi che per loro non c’era più posto nel Reich nazista e che avrebbero dovuto cercare altrove un posto sicuro per ricominciare la vita. Coloro che per età o attaccamento alla terra natia procrastinarono la partenza, anche nella speranza di un rovesciamento del regime, pagarono duramente la loro illusione con la deportazione e la morte nei campi di sterminio. Non si deve però dimenticare che i Paesi del mondo libero, uno dopo l’altro, chiusero le porte a questi infelici e col passar del tempo, ai profughi tedeschi non rimase altra possibilità che di emigrare a Shangai, a Cuba o in alcune repubbliche dell’America Latina.
I più chiaroveggenti e coloro che avevano già una tradizione ed un ideale sionista si diressero in Palestina, superando le difficoltà per ottenere il permesso di immigrazione, soggetto a limitazioni da parte delle Autorità britanniche.
Il viaggio

Mestieri
funzionarioLivello di scolarizzazione
laureaPaesi di emigrazione
IsraeleData di partenza
1933Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Gli altri racconti di Livio Steindler
Sbarco a Haifa
Era mia intenzione di iniziare la mia vita di lavoro all'estero e in particolare in Palestina....
Un privilegiato
Potevo ritenermi privilegiato in confronto dei mei compagni di viaggio. Venivo in quel Paese di mia...
Fuggiaschi e bombe
Per raggiungere la Palestina, gli emigranti tedeschi e quelli dell'Europa orientale confluivano a Trieste, ove l'Agenzia...