Le voci da casa

Mestieri
contadino, operaioLivello di scolarizzazione
licenza elementarePaesi di emigrazione
AustraliaData di partenza
1960Data di ritorno
1962Periodo storico
Periodo post seconda guerra mondiale (1946-1976)Un momento di grande emozione per Antonio Del Bove è quando, in una trasmissione radiofonica dedicata agli emigrati, ha potuto sentire le voci dei suoi bambini. È questo, per lui, un periodo di estrema fragilità: da ben cinque mesi ha una gamba ingessata in seguito a un incidente, e non può recarsi al lavoro.
Warrawong li 19/11/61
Ieri sera dalla stazione Radio 2SM. di Sydney ho avuto il piacere di ascoltare la voce dei miei 5 figli e quella dei miei genitori.
Eravamo tutti intorno alla radio in attesa della trasmissione Freccia Alata, durante la quale avremmo ascoltato le voci care. Infatti alle 20,35 l’annunciatrice avvertì di trasmettere i saluti per il sign. A. Del Bove da parte dei figli e dei genitori dall’Italia.
Comincio mio figlio Luigi con una poesia Ottobre, poi Mimmo con belle parole e con una chiarezza veramente sopprendente, poi Amalia, Lucia anch’essa bravissima e Francsca.
Dopo mio padre con poche confuse parole e infine mia madre, anch’essa con parole chiare ci diceva oltre ai saluti di mantenere la promessa di tornare a Itri.
Descrivere la commozione di quel momento non e facile, tutti quanti eravamo commossi e con le lacrime agli occhi, non sapevamo se piangere o sorridere alla gioia d’avere ascoltato le amate voci, chi non ha versato lacrime sono stato io, ma un grande dolore ho provato al cuore, tutta la notte non sono stato capace prendere sonno, mille pensieri mi turbinavano nella testa, pensando quale conseguenze stò andando incontro per questa triste emigrazione, sono ancora paralizzato con questa gamba da quasi 5 mesi ingessato senza prospettive di una buona guarizione, ciò mi tormenta l’esistenza, in quando ho la mia famiglia da mandare avanti.
Durante quei pochi attimi di trasmissione, ero preso da tutte queste preoccupazioni, e non una lacrima è sgorgata dai miei occhi. Sono rimasto male per non avere ascoltato la voce di mia moglie eppure so che anche lei ha fatto registrare i suoi saluti, forse qualche difetto ha costretti i tecnici ad eliminare una parte del nastro proprio dove c’era incisa la sua voce.
Il viaggio

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