“L’inizio della diaspora”

Mestieri
commercianteLivello di scolarizzazione
diploma di scuola media superiorePaesi di emigrazione
GermaniaData di partenza
1938Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Lucillo descrive il contesto storico ed economico in cui la sua famiglia, originaria del Cadore e trasferitasi in Lombardia per commerciare gelato, per la prima volta decide di emigrare in Germania. Corre l’anno 1938.
Nell’anno 1938 avvenne un fatto che decise del futuro della mia famiglia. Anche in Italia la situazione economica (forse a causa della situazione politica) era andata via, via, peggiorando. Mio padre (che aveva sempre nella mente e, forse anche nel cuore la Germania) decise di farvi ritorno seguendo l’esempio dei suoi fratelli che, pian piano, avevano lasciato la Lombardia. Ricordo che un bel giorno di maggio, lasciò la famiglia per recarsi a Gorlitt (ex Slesia, ora Repubblica Democratica tedesca) colà chiamatovi dal fratello Dante. La nostra piccola azienda di gelati ne subì un duro contraccolpo. Ci trovammo senza guida e senza un’idea precisa da seguire. La mamma, donna energica e volitiva, non rimase con le mani in mano, prese le redini della nostra piccola Ditta e la guidò con sicurezza. Io, che ho sempre avuto un debole per le carte e per le cose di amministrazione, ritenni opportuno, nella mia qualità di studente, di darle il mio piccolo contributo lavorativo. Anche oggi conservo tra le carte di famiglia copie di lettere inviate da me alle varie Aziende, nostre fornitrici. In autunno il babbo tornò e, con lui, venne a Mortare anche lo zio Dante. Ricordo ancora con curiosità, misto a vivo interesse, la visita di questo ‘congiunto” che era, in Germania, nel pieno regime nazista: le novità portateci dalle zio erano solleticanti, molto di più di quelle di casa nostra. La stessa maniera di vestire dello zio costituiva per me un dato interessante: un vestito a doppio petto grigio, scarpe con le ghette (allora si usavano molto) ed un cappello floscio di velluto. Lo zio fumava sigari di gran lusso, era per me, insomma, un personaggio. Risultato della visita dello zio fu che venne deciso il trasferimento di tutta la famiglia in Germania, con conseguente vendita della nostra piccola Azienda.
Questa fu rilevata dai nostri affezionati collaboratori dell’epoca, i nostri garzoni. Ai primi di dicembre del 38 la mia famiglia, dopo quindici anni, lasciava definitivamente la Lombardia per recarsi provvisoriamente a Cibiana. Ricordo ancora alla stazione di Mortara la sera del 7 dicembre 38: si era radunata una piccola folla di amici e di conoscenti, che era venuta a salutare i miei genitori e le mie sorelle che partivano. Io rimanevo li a Mortara, stavo frequentando la quinta ginnasiale e non potevo muovermi. Fu una decisione saggia quella dei miei genitori? A distanza di 45 anni ancora non lo posso dire. Se fossimo rimasti in Lombardia la nostra esistenza sarebbe stata più piatta, ma più regolare. Cosi affrontammo le perigliose vie dell’emigrazione, conoscendo momenti di grande benessere economico o di gravi ristrettezze. Da quel momento ebbe inizio per noi una vera e propria diaspora.
Il viaggio

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