Ospitalità libanese

Mestieri
medicoLivello di scolarizzazione
laureaPaesi di emigrazione
IndiaData di partenza
1977Periodo storico
Periodo contemporaneo (dal 1977 ai giorni nostri)Sergio e Laura sono in Libano, nuova tappa di un lungo viaggio in autostop verso l’India. Corre l’anno 1977.
Entrare in Siria a quei tempi non era difficile, ci dettero un visto di passaggio di una settimana, riempiendoci il passaporto di francobolli e così entrammo in Siria. Lì al confine dove ci aveva lasciato il pick-up che ci aveva portati fino a quel punto, incontrammo un grasso signore piuttosto anziano che era alla guida di una 125 Fiat, un tipo molto simpatico, gioviale. Questi ci caricò e, mentre attraversavamo questa striscia di Siria che si affaccia appunto sul Mar Mediterraneo per arrivare in Libano, attraversando un bosco di pini di Aleppo meraviglioso – io non li avevo mai visti tanti così insieme – ci disse appunto che lui tornava dall’Italia dove aveva comprato quella macchina. Scoprimmo così che era un traffico tipico dei libanesi, andare in Italia o comunque in Europa a comprare le auto e rivenderle in Libano. Andammo, attraversammo la striscia di Siria, raggiungemmo il confine con il Libano e così vi entrammo.
Quello che ci aspettava era un paese che era appena uscito dalla guerra civile, noi non eravamo spaventati – forse la spensieratezza di quei giorni ci contagiava – però ogni due chilometri di strada trovavamo un posto di blocco dell’esercito di liberazione siriano che era intervenuto in Libano da non più di uno o due mesi per pacificare la guerra civile che si stava verificando tra cristiano-maroniti e palestinesi. Quindi ogni due chilometri c’era questo posto di blocco, noi non avevamo niente da nascondere per cui siamo passati abbastanza velocemente e siamo arrivati alla prima grande città del Libano Settentrionale, Tripoli, dove il nostro amico si fermò per fare spesa, per comprare delle cose che avrebbero poi fatto comodo a casa sua, casa alla quale giungemmo tutti insieme. Lui si piccò e disse: “no voi restate con me, voi siete miei ospiti” e cosi arrivammo a casa sua ad El Batroun, dove ci saremmo fermati una settimana. La moglie e il figlio di questo libanese, Mr. Johnny come lo chiamava sua moglie, ci accolsero con grande calore, con grande affetto, ci dettero una stanza, in casa loro naturalmente, e il ragazzo, il figlio di Mr. Johnny ci portava in continuazione a giro a farci conoscere i suoi amici. Tra questi amici c’era anche la sua fidanzata, che di nome si chiamava Baader – poi mi hanno detto che in arabo significa Luna – la quale mi faceva una corte spietata, nonostante io fossi lì accompagnato da una donna, nonostante ci fosse il suo ragazzo lì, però lui, il nostro amico, non dava segni di malessere o gelosia, per lui l’ospitalità era qualcosa di sacro.
Il viaggio

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