Partenza in Lambretta

Mestieri
inpiegatoLivello di scolarizzazione
diploma di scuola media superiorePaesi di emigrazione
VietnamData di partenza
1960Periodo storico
Periodo post seconda guerra mondiale (1946-1976)

Un viaggio all’avventura, pionieristico, quello che intraprende Cino Ghigi nel 1960: arrivare in Lambretta da Firenze fino a Saigon, in Vietnam. Cino punta a imbarcarsi da Napoli per arrivare fino in Pakistan, a Karachi, con la nave. E da lì, procedere su due ruote.
Domenica 9 ottobre 1960 – Firenze-Siena-Camping Eur della capitale Km. 302. Forte dell’esperienza acquisita circa due anni fa nel Medio Oriente alla guida di una Lambretta, mi accingo ad un nuovo giro, di più ampio raggio, in Asia, fin dove posso arrivare, usando lo stesso impareggiabile scuter rimesso in sesto per l’occasione. E’ impossibile percorrere la Yugoslavia su due ruote; allora dopo una sosta a Roma per raccogliere i non pochi visti necessari, cercherò di imbarcarmi un’altra volta a Napoli e di raggiungere un porto del Levante. Quando sarò a Bagdad nell’Irak vedrò il da farsi; intanto avrò eliminato anche le terribili strade turche che tanto affanno mi procurarono nel passato. Rieccomi sul punto di abbandonare la vita calma di tutti i giorni da pensionato di banca, in fondo senza problemi circondata da affetti palpitanti, per quella del girovago tinta di nomadismo, temporanea s’intende, non certo fra le mollezze in Paesi lontani tanto diversi che richiedono un ferreo adattamento da parte nostra, che altrimenti non ci divertiamo, si soffre insomma. Adoro la mia famiglia e sono ricambiato a josa da Giulia e dai nostri figli. Ma gli é che ha avuto sopravvento la mia sciagurata propensione persecutrice ad evadere, all’imprevisto per non dire all’avventura, non come fanno molti, ma scegliendo un mezzo fasullo del resto a me congeniale, tenuto presente l’immensità dei territori verso cui sono diretto. Lottare con gli istinti si rischia di soccombere com’è avvenuto. Però evadere così o nulla. Indotto a ciò, mi valgo di condizioni assai favorevoli: comprensione assoluta da parte dei familiari, tempo a disposizione, mancanza di particolari impegni, naturale disposizione a sopportare gli inevitabili disagi derivanti dall’impiego di limitate possibilità di cui posso disporre. Mi auguro vivamente che i miei privino meno cruccio pensando che non ritornerò a mani vuote; quanto al mio non so per quanto mi tormenterà la commozione che ho veduto dipinta sul volto di mia moglie. Da Firenze alle rive del Tevere è stata una marcia invero calma di circa dieci ore; quando non é necessario non forzo mai il motore. Prima di addormentarmi, ringrazio mentalmente il Circolo della Cassa di Risparmio di Firenze che mi ha prestato la tenda do ve mi sembra di stare in una reggia coperta da odorifici pini e lontano dai rumori.
Il viaggio

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