Prigioniero in Romania

Mestieri
contadinoLivello di scolarizzazione
licenza elementarePaesi di emigrazione
Romania, Russia, KazakistanData di partenza
1943Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)

Dalla Pianura Padana alla Romania: prigioniero dei tedeschi, nel 1943 Arturo Simi viene deportato prima in Germania, poi in un campo di lavoro rumeno dove svolge lavori di fatica per i nazisti. Fino all’avanzata dell’Armata Rossa. Il suo racconto è una trascrizione fedele dall’orale ricco di espressioni dialettali.
Un giorno ci hanno chiuso un’altra volta ne’ vagoni del treno, ci hanno portato a Ferara. Da Ferara disserro che si portavino in Germania. E si portonno in Germania. Quando s’erimo ‘n Germania, dodici vagoni li scaricarono. Dove andarono a finì quelli non si sa, io non lo posso sape’. E de’ vagoni si proseguì per la Romania. Mi son trovato a Ploesti, sulle montagne. C’erino pozzi di petrolio. C’è un circondario, mi pare che siano 800 chilometri. I pozzi sono tutti sopra le colline. Erimo a ridosso, proprio afe spalle delle montagne e laggiù si vedeva tutte le raffinerie. Facevino i bombardamenti ogni tre giorni. Dal fumo che c’era, gli apparecchi che buttavin giù le batterie, perché c’era tutto pieno di batterie, un tremendo!… Cannonate! Dopo i bombardamenti ci portavino a levare le bombe inesplose, a scansalle a destra e a sinistra sulla strada.
Il 26 agosto ’44 capitolò la Romania com’ava fatto l’Italia e avanzarono i Russi. Questi Tedeschi, prima di fassi prende’ da’ Russi, lì c’erano tante batterie, ma tante davvero, sparavano. I Russi passarono da lontano e avanzarono. Otto giorni hanno resistito, finché c’è stato munizioni. Toccava porta’ le munizioni a queste batterie che sparavino. Hanno sparato fino che c’è rimasto un bozzolo. Io ho paura che in tutt’Europa ‘un ce ne sia come Tedeschi. L’ho provati tutti. E Russi, poveracci erin morti di fame. Ha durato otto giorni. Cian fatto una strage: più morti…Finc’ha `vuto munizioni. Dopo allora s’ha aresi. Di fòri c’era così a forza di tira’ via proiettili vòti, noi ciavemo fatt’una trincea! E loro passavino al largo. E quelli che avanzavino, que’ reggimento che avanzò da quella parte lì, a Staiez, è rimasto lì. Io tanti morti così ‘un l’avo ma’ visti. Ma loro avanza’ a stupidi così, uno sopra l’altro! lo se vedo che lu’ more, io mi ci metto sotto, no sopra, mi ci rimpiatto, che almeno ammazzino lui che è già morto, io mi salvo. L’ha visti i ragazzi, i bambini quando gli dice: – Si va a giocare? — Uuh! Oppure che escono dalla scola? I bambini, quand’escono dalla scola fan tutti: Eeh! Eeh! Quando sona la campana par di anela’ chissà dove! E loro facevino uguale: avanti, avanti!
Il viaggio

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