Scuola Don Bosco

Mestieri
insegnanteLivello di scolarizzazione
laureaPaesi di emigrazione
Venezuela, ColombiaData di partenza
1987Periodo storico
Periodo contemporaneo (dal 1977 ai giorni nostri)Temi
istruzioneTemi
istruzioneTra le esperienze che colleziona Ferruccio nel corso del suo lungo soggiorno in Venezuela, c’è la visita a una scuola privata gestita dai Salesiani che gli permette di posare lo sguardo sul sistema scolastico locale.
CARACAS,-28 de octubre
Prendo la metropolitana e tre colectivos per arrivare al secondo indirizzo di P. Giuseppe. Al primo recapito non c’é più. Una persona mi da indicazioni utili per trovare il collegio, dove vive il salesiano trentino. Non lo conosco, gli porto i saluti di alcuni amici. Mi meraviglio che lo chiamino “missionario”. E’ il termine meno adatto per definire l’esistenza che si svolge in una scuola di città. Una vita agiata riservata a pochi fortunati. Io sono fermo al ricordo del “missionario” dell’infanzia: un eroe, un avventuriero con la barba bianca, indomito e coraggioso davanti alle belve e alle frecce dei nudi selvaggi sbucati dalla foresta.
I preti che vivono con la popolazione borghese, stanno bene. Alla loro tavola non manca nulla. Tra quelli della periferia e “loro”, si nota il distacco che si accentua nella riverenza e nell’ossequio servile. E’ certamente dovuto alla mentalità; ma non si ispira al “Vangelo”. Rispetto questa scelta. E’ importante perché aiuta lo Stato a diffondere l’istruzione e prepara i giovani a delle professioni. Però preferirei non usassero un appellativo che si addice meglio per chi vive con coraggio nelle zone più abbandonate, tra sacrifici e privazioni.
Tengo celata la mia delusione e approfitto della visita al collegio per conoscere il sistema scolastico del Venezuela. L’immenso cortile é ombreggiato dal vicino grattacielo. E’ il momento della ricreazione. Alcune centinaia di ragazzi e giovani si rincorrono con un vociare allegro. Tutti indossano pantaloncini blu lunghi o corti. Sulla maglietta bianca c’é la scritta del collegio “don Bosco”. Nel piccolo spaccio fanno ressa per comperare un dolce e una bevanda. Per tradizione non ci sono ragazze. Un gruppo di studenti si lascia fotografare volentieri. Sono l’immagine della gioia e dell’allegria. Al tocco della campana tutti rientrano nelle aule.
I salesiani hanno scelto l’insegnamento pratico. Dopo la cultura generale impartiscono lezioni di tipografia, meccanica, falegnamerie, dattilografia, elettricità e contabilità. I 1.200 alunni frequentano la 5- e 6″ elementare, le tre classi della Media e il biennio dell’Istituto professionale. I ragazzi a 17 anni possono accedere all’Università, se superano un esame di ammissione. Ma la vera selezione avviene per gli alti costi degli studi.
La preparazione di base é molto superficiale. Lo scopo principale é vincere l’analfabetismo, diffuso tra il 20% della popolazione. I docenti sovente non sono all’altezza. La loro formazione é affrettata, manca una didattica specifica all’insegnamento. La scuola privata ha dei vantaggi rispetto a quella di Stato: sceglie e segue meglio il corpo insegnante. Il Governo l’aiuta pagando i professori 38 Bolivar all’ora (circa 2.300 L). Gli alunni versano una quota mensile di 200 Bolivar (12.000 lire).
In Venezuela ci sono 18 Università. Visito quella di Architettura nella “Ciudad Universitaria”.
Il viaggio

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