Sua Maestà la mina

Mestieri
minatoreLivello di scolarizzazione
licenza elementarePaesi di emigrazione
BelgioData di partenza
1951Data di ritorno
1953Periodo storico
Periodo post seconda guerra mondiale (1946-1976)Stati d’animo del minatore “che non cede”, che rimane finché “la mina non gli entra nel sangue”.
La Diamond era la taglia dove tutto il fiore della mina era raccolto. Chi lavorava alla Diamond era un privilegiato e da tutti invidiato. Tutti ottimi minatori giovani. I diavoli rossi erano chiamati, non perché fossero comunisti, ma perché un giorno uno arrivò con una canottiera americana rossa con una W sulla schiena. Era stata acquistata da Julien l’ebreo, uno che vendeva stock di roba americana nuova e usata. Dopo tre giorni tutti marciarono in canottiera rossa e si chiamarono DR.
La Diamond era una taglia alta sei piedi. L’ideale per il lavoro: ed era molto fresca, e umida. Era ottocentonovanta metri di profondità. Quando mi dissero d’andare con Georg feci i balzi dalla gioia. Questi era un capo veramente in gamba e ci sapeva fare. Malgrado tutto alla Diamond c’era disciplina e leggi fisse per tutti. Nessuno le trasgrediva anche perché Georg con la sua forza e il suo fegato le faceva rispettare. M’accolsero con la rispettosità che si conveniva a uno che aveva maltrattato diversi capi e che sapeva veramente lavorare. Mi assegnarono un posto di mezzo, e per il primo giorno non andò male, levai uno sproposito di carbone e quando fui sicuro d’aver sorpassato tutti feci anche accademia con l’ascia. Il giorno dopo avevo anch’io la W nella schiena. Alla Diamond il numero era ignorato e con grande piacere sentii il capo chiamarmi per nome. […]
Victor non c’era più, era morto; s’era suicidato. Dopo un incidente tornò in mina e riprese il suo posto ma durò poco: venti giorni. Poi una lettera speditagli dalla direzione. Brevi ed elogiative parole. Ringraziavano caldamente, e concedevano una medaglia e una terza pensione, ma non potevano più tenerlo dopo più di quarant’anni di lavoro in mina, doveva improvvisamente restare a casa. Lo videro in giardino con gli zoccoli a curare i fiori sempre più malinconico e cattivo, gli avevano tolto la ragione di vivere, e si annegò nella Mosa.
Tanti si stupiranno che un uomo arrivi al punto di uccidersi perché non lavora più in mina. Invece per noi è una cosa normale, scoprire simile gente. La mina in principio ti spaventa con tutte le cose più spaventose che può metterti sotto il naso. Ma quando vede che uno non cede, s’arrende e diventa tenera e viva. Chi resiste più d’un anno dopo non potrà più farne a meno. Ti entra nel sangue e non ti lascia più. Dopo cinque anni salta fuori il male della mina, vale a dire che solo sotto stai bene, e sopra male. Le ragioni ci sono e mediche anche: che il corpo si abitua alla temperatura e all’aria di laggiù, è come un’allergia che solo il mio amico scienziato potrebbe spiegarne le cause. Tanti arrivano in Buick [auto di lusso, Ndr] al lavoro perché si son fatti ricchi. Ma anche questi ricchi subisco in fascino e vengono da S. M. la mina.
Il viaggio

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