Vita in Svizzera

Mestieri
analistaLivello di scolarizzazione
diploma di scuola media superiorePaesi di emigrazione
SvizzeraData di partenza
1943Data di ritorno
1945Periodo storico
Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Temi
amore clandestinità corrispondenza discriminazione fascismo festività fuga guerra nostalgia religione

Temi
amore clandestinità corrispondenza discriminazione fascismo festività fuga guerra nostalgia religioneMentre la Seconda guerra mondiale infuria in Europa e in Italia, per l’ebrea livornese Lea Ottolenghi, fuggita in Svizzera con alcuni familiari, comincia una nuova vita nei campi di accoglienza per profughi
Oggi abbiamo cambiato domicilio, ci hanno portato all’asilo, dove c’è speranza finalmente di fare un bagno di pulizia.
L’ambiente è più grande ed abbiamo perfino una rete per dormire, le lenzuola per ora dobbiamo dimenticarle, ma dobbiamo contentarci. Per il vitto circa è come il precedente, ma ogni mattina dobbiamo sbucciare numerosi sacchi di patate che sono la base del nostro mangiare, per fortuna la Svizzera ne produce molte. Con che entusiasmo però farei ogni cosa se sapessi che anche Gastone è qua! Tutto mi sembrerebbe più bello e divertente! Io aspetto fiduciosa un miracolo che ti porti qua!
25-12-43
Oggi è Natale. È stato commovente come abbiamo organizzato l’albero con doni e dolci per i bambini, poveri piccini come hanno goduto! Io però mi sento triste e mi stupisco che essendo tutti ebrei non ci abbiano fatto festeggiare le nostre feste, come sarebbe stato bello e solenne, dopo tante traversie, celebrare tutti riuniti: Kanuka! Mi hanno detto che in un altro campo l’hanno fatto… Ieri sera ho voluto dire lo scheman, da tanto tempo non lo dicevo e quasi non me lo ricordavo più, c’è una cara vecchietta che si è commossa, l’ho detto insieme a lei e mi ha voluto donare un libretto di preghiere. Mi è di grande conforto e sento in me una gioia interna ed orgoglio nel sentirmi profondamente ebrea! Oh se papà fosse con me, come ne gioirebbe! Dai campi maschili arrivano via via bigliettini ai propri familiari ed io soffro al pensiero come sarebbe stato bello ricevere da Gastone e scambiarsi le impressioni! Mentre ero immersa in questi tristi pensieri è venuto l’ufficiale con doni anche per tutti noi e quando ho aperto il mio pacchetto ed ho visto una bella cioccolata e il panettone, sono saltata dalla gioia ed ho dato fondo a tutto, volevo essere allegra! Dopodomani cambieremo ancora dimora, cosa ci aspetta?
27-12-43
Oggi è il 27! il nostro giorno. Gastone, puoi immaginare il mio stato d’animo, come vorrei tornare indietro a due anni fa! Non avrei a quel tempo pensato che così presto ci si sarebbe trovati così lontani senza sapere nulla l’uno dell’altro! Auguri reciproci, la sera prego perché passi presto il tempo della nostra separazione. La tua Pusse (sopranome che mi dava Gastone nei momenti di tenerezza) ti vuole ogni giorno più bene e ti desidera con tutta l’anima.
30-12-43
1^ giornata a Rovio
Siamo in una colonia estiva per bambini, situata su un monte nel Ticino. Andando nel bosco si può intravedere il monte Rosa. Bellissimo il luogo solo che le attrezzature sono fatte per bambini, piccole stanze con nomi poetici di fiori. Il problema sono i gabinetti che avevano vasi piccolissimi tutti in fila. Siamo sempre sotto regime di militari. Il mio morale è molto basso. Mi pare d’essere in caserma, comandata a bacchetta devo eseguire ordini. Essendo fra le giovani e da poco arrivata, mi assegnano lavori faticosi ed umilianti. Non c’è la familiarità che c’era negli altri campi, anche perché siamo troppi, circa 300. Molta disciplina e severità. Il vitto è peggiore e addio alle belle ciotole di latte e cioccolata.
Il viaggio

Mestieri
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1943Data di ritorno
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Periodo tra le due guerre mondiali (1914-1945)Gli altri racconti di Lea Ottolenghi
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